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stone city headquarters

Percorrendo l’autostrada A4 si attraversa un territorio fortemente antropizzato in cui il paesaggio è caratterizzato da un indistinto intervallarsi di capannoni industriali di scarsa qualità architettonica, quartieri residenziali, barriere antirumore e campagna.

L’intervento ha un forte carattere geografico: un’increspatura del terreno di natura tettonica genera delle “faglie abitate”, un complesso di volumi in equilibrio tra geologia e land art.

Grandi setti di cemento armato gettati aggregando inerti di differente tipologia (risultato di scarto delle lavorazioni dell’azienda) dissimulano la presenza del volume che contiene gli spazi chiusi, generando viste inaspettate e una serie di rapporti visivi incrociati con l’autostrada in modo da innescare un dialogo finalizzato alla comunicazione della corporate identity dell’azienda.

Mentre il complesso architettonico è concreto e deciso, il terreno vi interagisce in modo amorfo e spontaneo. La struttura architettonica determina il progetto incidendo il terreno, mentre il paesaggio vi reagisce plasticamente. La matericità degli esterni segue la logica del riciclo: gli avvallamenti, composti da materiali di riutilizzo dell’attività aziendale, formano i primi rilievi, gradualmente sostituiti da terreno più adatto alla vegetazione. L’arricchimento vegetale progressivo, passando per il prato e il bosco, culmina in una zona umida.

Percorrendo l’autostrada A4 si attraversa un territorio fortemente antropizzato in cui il paesaggio è caratterizzato da un indistinto intervallarsi di capannoni industriali di scarsa qualità architettonica, quartieri residenziali, barriere antirumore e campagna. L’intervento ha un forte carattere geografico: un’increspatura del terreno di natura tettonica genera delle “faglie abitate”, un complesso di volumi in equilibrio tra geologia e land art. Grandi setti di cemento armato gettati aggregando inerti di differente tipologia (risultato di scarto delle lavorazioni dell’azienda) dissimulano la presenza del volume che contiene gli spazi chiusi, generando viste inaspettate e una serie di rapporti visivi incrociati con l’autostrada in modo da innescare un dialogo finalizzato alla comunicazione della corporate identity dell’azienda. Mentre il complesso architettonico è concreto e deciso, il terreno vi interagisce in modo amorfo e spontaneo. La struttura architettonica determina il progetto incidendo il terreno, mentre il paesaggio vi reagisce plasticamente. La matericità degli esterni segue la logica del riciclo: gli avvallamenti, composti da materiali di riutilizzo dell’attività aziendale, formano i primi rilievi, gradualmente sostituiti da terreno più adatto alla vegetazione. L’arricchimento vegetale progressivo, passando per il prato e il bosco, culmina in una zona umida.
Percorrendo l’autostrada A4 si attraversa un territorio fortemente antropizzato in cui il paesaggio è caratterizzato da un indistinto intervallarsi di capannoni industriali di scarsa qualità architettonica, quartieri residenziali, barriere antirumore e campagna. L’intervento ha un forte carattere geografico: un’increspatura del terreno di natura tettonica genera delle “faglie abitate”, un complesso di volumi in equilibrio tra geologia e land art. Grandi setti di cemento armato gettati aggregando inerti di differente tipologia (risultato di scarto delle lavorazioni dell’azienda) dissimulano la presenza del volume che contiene gli spazi chiusi, generando viste inaspettate e una serie di rapporti visivi incrociati con l’autostrada in modo da innescare un dialogo finalizzato alla comunicazione della corporate identity dell’azienda. Mentre il complesso architettonico è concreto e deciso, il terreno vi interagisce in modo amorfo e spontaneo. La struttura architettonica determina il progetto incidendo il terreno, mentre il paesaggio vi reagisce plasticamente. La matericità degli esterni segue la logica del riciclo: gli avvallamenti, composti da materiali di riutilizzo dell’attività aziendale, formano i primi rilievi, gradualmente sostituiti da terreno più adatto alla vegetazione. L’arricchimento vegetale progressivo, passando per il prato e il bosco, culmina in una zona umida.
ANNO

2017

CLIENTE

Granulari Zandobbio SpA

INTERVENTO

Concorso di progettazione per la nuova sede della Granulari Zandobbio SpA all’interno del compound aziendale Stone City
Menzione d'onore

LUOGO

Bolgare (BG)

TEAM

PAT. Architetti associati
Chiara De Grandi
CZ studio (landscape design)

CREDIT

/

FOTO

/

Disegni

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