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Rifugio Spruggio Tonini

Il progetto per il nuovo Rifugio Tonini nasce da un duplice gesto: la volontà di accogliere e la necessità di resistere. Ogni scelta — morfologica, spaziale, materica — è orientata a restituire senso e centralità a un luogo perduto, trasformando la memoria dell’incendio in materia viva. Il progetto riparte da ciò che resta: il vuoto. E da ciò che continua ad attraversarlo: i sentieri. Le direttrici principali interagiscono con il volume generando altrettanti piani di taglio. Le traiettorie si fanno linee guida progettuali, plasmano i pieni e costruiscono un vuoto nuovo, fulcro del sistema: uno spazio di incontro e socialità che mette in relazione presente e passato, architettura e paesaggio, la vista a monte e quella verso valle. Ma è anche un spazio inconsueto e libero, aperto a modalità di relazione — perché no — imprevedibili. Il nuovo volume si adagia sul terreno senza alterarne l’orografia, affiancandosi allo stallone di Malga Spruggio Alta e reinterpretandone proporzioni e materiali, mentre il gioco di pieni e vuoti dei terrazzi in testata richiama la tradizione dei tabià trentini. Il legno bruciato del piano terra è una scelta insieme simbolica e funzionale: custodisce la memoria dell’incendio e la trasforma in forza costruttiva; il larice naturale del piano superiore, mutevole alla luce ed al tempo, contribuisce a fondere l’edificio con il paesaggio. Così il rifugio torna a essere presidio: luogo di passaggio e di sosta, di accoglienza e di resistenza.
Il progetto per il nuovo Rifugio Tonini nasce da un duplice gesto: la volontà di accogliere e la necessità di resistere. Ogni scelta — morfologica, spaziale, materica — è orientata a restituire senso e centralità a un luogo perduto, trasformando la memoria dell’incendio in materia viva. Il progetto riparte da ciò che resta: il vuoto. E da ciò che continua ad attraversarlo: i sentieri. Le direttrici principali interagiscono con il volume generando altrettanti piani di taglio. Le traiettorie si fanno linee guida progettuali, plasmano i pieni e costruiscono un vuoto nuovo, fulcro del sistema: uno spazio di incontro e socialità che mette in relazione presente e passato, architettura e paesaggio, la vista a monte e quella verso valle. Ma è anche un spazio inconsueto e libero, aperto a modalità di relazione — perché no — imprevedibili. Il nuovo volume si adagia sul terreno senza alterarne l’orografia, affiancandosi allo stallone di Malga Spruggio Alta e reinterpretandone proporzioni e materiali, mentre il gioco di pieni e vuoti dei terrazzi in testata richiama la tradizione dei tabià trentini. Il legno bruciato del piano terra è una scelta insieme simbolica e funzionale: custodisce la memoria dell’incendio e la trasforma in forza costruttiva; il larice naturale del piano superiore, mutevole alla luce ed al tempo, contribuisce a fondere l’edificio con il paesaggio. Così il rifugio torna a essere presidio: luogo di passaggio e di sosta, di accoglienza e di resistenza.
ANNO

2025

CLIENTE

SAT - Società degli Alpinisti Tridentini

INTERVENTO

Concorso di progettazione per la ricostruzione del rifugio Spruggio "Giovanni Tonini"

LUOGO

Baselga di Pinè (TN)

TEAM

Nicolò Radicioni
GMZN studio
Luciana Mastrolia

CREDIT

/

FOTO

/

Disegni

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